Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo

23/04/2015
credito imposta per ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo è disciplinato dal d.l. 145/2013, modificato recentemente dall’art. 1, comma 35, della Legge di Stabilità 2015.

Trattasi di un bonus riconosciuto per 5 anni – a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2019 – a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo. E ciò a prescindere dal fatturato, dalla forma giuridica e dal settore economico della società.

L’agevolazione fiscale, pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei tre esercizi precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015, determina il sorgere di un credito determinato in un importo massimo annuale di €. 5.000.000,00 per ciascun beneficiario; sempre che vengano sostenute spese per ricerca e sviluppo pari ad €. 30.000,00. Per le imprese in attività da meno di 3 periodi d’imposta, la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da considerare per il calcolo della spesa incrementale è calcolata sull’intero periodo intercorso dalla loro costituzione, anche se in tal caso è minore di 3 anni.

Sono ammissibili al credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo le spese sostenute per:

  • l’assunzione di personale altamente qualificato impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo;
  • le quote di ammortamento delle spese di acquisizione/utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo ottenuto applicando i coefficienti di cui al D.M. 31.12.1988, e comunque con costo unitario non inferiore a € 2.000 (al netto IVA);
  • i costi della ricerca svolta in collaborazione con Università ed Enti o organismi di ricerca e con altre imprese, comprese le start-up innovative;
  • le competenze tecniche e le privative industriali relative ad un’invenzione industriale, biotecnologica o topografica di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne (novità introdotta dalla Legge di Stabilità 2015);

relativamente alle seguenti attività di ricerca e sviluppo:

  • lavori sperimentali o teorici volti ad acquisire nuove conoscenze;
  • ricerca pianificata o indagini critiche dirette ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare al fine di mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi ovvero di migliorare prodotti, processi o servizi esistenti;
  • acquisizione di conoscenze per produrre progetti, piani o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati;
  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, purché non impiegati/trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Inoltre, per gli investimenti in ricerca e sviluppo relativi all’assunzione di personale altamente qualificato e ai costi della ricerca svolta in collaborazione con Università ed Enti e con altre imprese, il credito spetta nella misura più elevata del 50%.

Non sono considerate agevolabili, invece, le modifiche ordinarie o periodiche di prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti ed altre operazioni in corso, anche quando dette modifiche rappresentino miglioramenti.

Filtra altri approfondondimenti per argomento:

Articoli nella stessa categoria

Composizione Negoziata della Crisi: prevenzione e continuità aziendale

La Composizione Negoziata rappresenta un rilevante strumento strategico per risolvere o mitigare gli effetti di una crisi d’impresa. La capacità di affrontare con tempestività la crisi aziendale è la chiave per garantire la continuità d’impresa, soprattutto laddove,...

Pre-divulgazione di un’invenzione: rischi ed effetti sul Brevetto

La divulgazione anticipata di un’invenzione prima della presentazione formale della domanda di brevetto, ne può compromettere la stessa brevettabilità. Cronaca di un dualismo asincrono La pre-divulgazione di un’invenzione può pregiudicare seriamente la possibilità di...

Quando il Modello 231 è idoneo a prevenire i rischi-reato?

La commissione di un reato in un contesto aziendale è riconducibile all’inidoneità ed inefficacia del Modello 231 (di seguito MOG) o alla sua inesistenza? Al contrario: l’applicazione in azienda di un MOG efficiente, adeguato ed attuale può escludere la responsabilità...

Preclusione per coesistenza tra marchi: quando è applicabile?

La pacifica convivenza di due marchi simili nello stesso segmento di mercato, per un periodo di tempo prolungato, è indice dell’applicazione del principio di preclusione per coesistenza. Ma quali sono i presupposti e gli effetti dell’applicazione di questo principio?...

L’intestazione fiduciaria garantisce la tutela del patrimonio?

L’impresa “familiare” che voglia garantire un’adeguata protezione del proprio patrimonio, anche in vista del passaggio generazionale, può scegliere tra diversi istituti: la holding, il trust, il fondo patrimoniale, così come il patto di famiglia e l’intestazione...

Ebook

Scarica gratuitamente i nostri ebook